In visita a casa di Gian Giacomo (Poldi Pezzoli)

20140903_120854 modSono stata finalmente a  visitare la Casa Museo Poldi Pezzoli, una dimora privata che il proprietario il nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli trasformò in un museo e prima della sua morte  decise di regalare alla città di Milano .Per prima cosa mi incuriosiva la figura di questo nobile che si dedicò all’arte e alla bellezza, Gian giacomo è  ritratto da Hayez in un elegante completo di velluto in contrasto con  due belle guance rubiconde e uno sguardo leggero venato da  una punta di malinconia. Grazie a lui  oggi abbiamo la possibilità di  scoprire  un vero scrigno di tesori.

Al pian terreno sulla sinistra c’è la magnifica Sala d’Armi sapientemente ricostruita recentemente dall’artista Arnaldo Pomodoro. La sala è molto particolare, con un’enome volta  acuta, le pareti in pietra serena e dodici nicchie dove trovano posto le armi. Le armi esposte nelle nicchie  sembrano quasi galleggiare ; ho trovato particolare questa scelta , proprio le armi solito pesanti e  portatrici di morte galleggiano leggere e sospese. Una scelta di stile forse per sottolineare il constasto tra pesantezza e leggerezza, vita e morte.20140903_120700 mod

20140903_120854 modContinuo la mia visita e salgo ai piani superiori, e mi perdo nella bellezza delle sale.  La particolarità del Poldi Pezzoli è che non si tratta di un museo standard ma una Casa museo , e quindi è molto legata al suo proprietario e fondatore  che infuse la sua personalità e i suoi gusti nelle scelte delle opere selezionate. Non sembra avere un criterio particolare , nonostante fosse seguito da   consulenti, antiquari, conoscitori. L’unico criterio è la ricerca e la valorizzazione della Belllezza.

20140903_121157 modNelle sale si alternano capolavori di Botticelli, artisti leonardeschi, Vincenzo Foppa, Andrea Mantegna, Michelangelo Buonarotti , Hayez, Tiepolo, ma anche oggetti di arredamento, una magnifica collezione di porcellana, armadi in ebano e avorio , orologi antichi, gioielli e croci in pietre dure e gemme.Ecco  spuntare  nella Sala Nera in mezzo a tanta  bellezza e diversità  una giovinetta , una statua commissionata dalla madre di Gian Giacomo Rosa Trivulzio (figlia del principe Gian Giacomo Trivulzio) una volta rimasta vedova. Allo scultore Bartolini  gli fu chiesto di realizzare un ‘opera che  rappresentasse la Fiducia in Dio e io credo che mai scelta fu più azzeccata, una giovinetta in posizione di riposo, totalmente fiduciosa e rilassata, dai linementi delicati e armoniosi.

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Gian Giacomo aveva fatto allestire le sue collezioni nel palazzo di fianco al palazzo di famiglia dove risiedeva la madre  e aveva disposto la sua camera e il suo studiolo proprio di fianco alle splendide collezioni che ora ho la possibilità di ammirare. Date un ‘occhiata alle foto che ho scattato nello studiolo decorato con motivi florali e molti riferimenti  a Dante Alighieri .20140903_114605 modPermettetemi direi un gusto  un pò particolare che mi riesce difficile definire forse eclettico è l’aggetivo più adatttoSembra  quasi una bomboniera di motivi floreali  legno intarsiato, mosaici, stucchi ,vetri colorati  e  ovviamente non poteva mancare il busto della Rosina la colta e affascinante nobildonna mamma di Gian Giacomo figura determinante nella  sua vita. Merita anche la a sala con le opere del Ghislandi detto Fra Galgario, che ritrae nobiluomini , fanciulli e religiosi dell’ epoca con toni realistici senza idealismi classici, sembrano proprio persone vere. Ecco il nobile con lo sguardo tra l’annoiato e il depravato, magari era una ottima persona però le labbra grosse e molliccie, gli occhi gonfi.. non promettono nulla di buono, ma questo è una mia sensazione.20140903_122157 mod

Manca poco alla fine della  la mia visita e scostando una delle tende delle alte finestre dei piani superiori  scorgo una statua su una terrazzina che collegava casa Trivulzio dove abitava la mamma di Gian Giacomo. Nonostante sia datata 1841 la scultura di Bartolini è tremendamente moderna e i corpi sembrano librarsi quasi nell’aria , infatti rappresenta Pirro che precipita Astianatte davanti alla rocca di Troia in presenza di Andromeca.

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Il chiostro delle rane (ovvero del Bramante)

20140827_104706Una lettrice mi ha segnalato come luogo silenzioso preferito il chiostro del Bramante della meravigliosa Chiesa di S.Maria delle Grazie . Quasi tutti la conoscono per via del capolavoro di Leonardo l’Utima Cena che è stato realizzato nell’ex refettorio del convento  ma vale una visita anche solo la chiesa!  Vi consiglio di entrare da via Caradosso, sarete piacevolmente sorpresi dal trovarvi in un magnifico chiostro. Al centro gorgheggia una deliziosa fontana con delle simpatiche rane. Se alzate lo sguardo la tribuna del Bramante che si staglia nel cielo vi allieterà la vista. In alcune giornate se avete la fortuna di capitare in un momento tranquillo quando il chiostro è senza troppi visitatori e socchiudete gli occhi vi sembrerà di tornare indietro al tempo di  Leonardo20140827_104324

Il silenzio a Milano..

20140627_110957 modChi dice che Milano non è silenziosa?  ci sono momenti e luoghi in cui anche a Milano c’è silenzio.  ..certo sono momenti speciali e luoghi particolari ma a chi non è mai capitato di trascorrere alcuni giorni d‘estate e girovagare per le vie deserte della città? oppure all’alba dopo una lunga notte ?  o anche il 25 dicembre all’ora di pranzo? poco prima alle 12-12.45 si attraversa la città in preda ad un traffico demoniaco e poi finalmente dopo le 13.00 quando tutti sono a casa o al ristorante le vie si svuotano come d’incanto.Ci sono poi  luoghi che in alcuni orari sono super affollati e invece in certi pomeriggi d’estate sono deserti.. ecco qui  all’Arco della Pace solo i cavalli di Napoleone mi stavano scrutando,  la piazza infatti era vuota..Milano è silenziosa anche durante i fine settimana senz’auto, sembra quasi una città di campagna.. che magiche dormite mi sono fatta quando veniva deciso lo stop delle auto! Milano è silenziosa anche  quando nevica.. la sera prima hai  annusato l ‘aria gelida , le previsioni meteo  lo confermano, ti metti a letto ma  non ci credi fino al mattino dopo quando vieni svegliato dal silenzio! Ma si può venire svegliati dal silenzio? a me è capitato ! sopratutto se  abiti in una via trafficata quando nevica i coraggiosi che usano la macchina sono rarissimi e la maggior parte preferisce usare i mezzi o spostarsi a piedi..

Milano è silenziosa di sabato nelle università..IMG_4042 modse volete scoprire i magnifici chiostri della Cà Granda  (ex ospedale ) ora Università Statale in  via festa del Perdono il sabato mattina è un momento unico.. perchè ci sono davvero pochi studenti, ovviamente se non è periodo di esami.Milano è silenziosa nelle chiese che comunque sono per antonomasia luoghi di silenzio e tranquillità. Alcuni anni fa mi ricordo che mi trovavo in Via Torino e mi prese la curiosità di entrare in una chiesa dove non ero mai stata  S.Maria presso S.Satiro.

20140128_102027 mod 20140128_103014 modAppena entrata fui colpita dal constrasto stridente del silenzio e dell’atmosfera di raccolgimento della chiesa ( mi parve di sentire addirritura la musica di un canto gregoriano di sottofondo) con i i suoni e i rumori esterni. Fu un momento magico, arricchito poi dalla sorpresa della finta abside del Bramante ( vedere per credere) . Se siete entrati date un ‘occhiata anche alla cappella laterale  destra, il Sacello di S.Satiro  che era una struttura ottagonale che fu costruita ancora prima della chiesa per conservare le relique del martire Satiro. Tra colonne paleocristiane e rinascimentali si può ammirare una  meravigliosa  composizione  di statue di terracotta che rappresentano la Pietà realizzate nel Rinascimento da Agostino da  Fondulis. Sembrano quasi vive ma paralizzate in un momento preciso, in silenzio ovviamente! Milano è silenziosa se visitate un museo ma dipende da che museo e in che orario ! Un museo davvero straordinario non solo per le opere che espone ma anche per la struttura e  per la sua antica storia è senz’altro la Pinacoteca Ambrosiana. Ci sono stata solo due volte in giorni e orari diversi della settimana e sempre ho trovato grande quiete. Vi devo dire che generalmente mi piace ammirare le opere d’arte con calma e senza fretta . Per ammirare la bellezza ho bisogno di quiete. Ecco le sale dell’Ambrosiana sono perfette. Le sale si affacciano su un ampio antico cortile, un cortile silenzioso .

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e poi ovviamente Milano è silenziosa se vi capita di entrare nei cortili del centro..Sono entrata nel cortile del palazzo Bagatti Valsecchi   in via del gesù e poi in un palazzo in via Senato dove si trova l’associazione biblioteca di via Senato. Lasciate il trambusto dietro di voi, spegnete il telefono e  fermatevi per un attimo in un angolo del cortile con discrezione  il silenzio e il mistero vi avvolgeranno, vi sentirete come trasportati in altri epoche e potrete ascoltare le voci delle persone che hanno vissuto, lavorato e studiato nella Milano di un tempo.

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Ascolto il tuo cuore città : da via Turati a Piazza della Repubblica -parte 2

20140806_111958 modIl nostro tour letterario continua in compagnia dei brani di Savinio, di fronte al palazzo di Giò Ponti  in Largo Donegani . Ci soffermiamo davanti alla fontana realizzata anch’essa da Giò Ponti in marmo bardiglio (dallo spagnolo bardillo, grigio). La fontana è stata restaurata nel 1992 , per la simpatica forma venne chiamata dai milanesi anche tazzinetta, non so se viene chiamata così  tutt’oggi, certo che assomiglia proprio ad una tazzina di caffè. Dall’altra parte della piazza si erge invece un edificio un pò particolare per i diversi stili che lo caratterizzano, è la famosa Cà Brutta costruita nel 1919 . Ma perchè venne chiamata Cà brutta? A me non sembra così brutta! In verità  bisogna capire che all’epoca quando venne costruita  venne raso al suolo il Villino Borghi con i  giardinetti. Il divario tra il prima ed il dopo fu probabilmente un trauma! L’edifico a blocco unico  fu progettato da Barelli e Muzio  ed era concepito ad uso residenziale. Muzio  in verità intervenne successivamente in particolare sulle decorazioni che rivestono la massa edilizia. Non era solo una trasformazione  estetica ma era anche un cambiamento di mentalità : si passava dalle villette unifamiliari ai condominii. Come dice  Savinio si passa  dal superfluo all’utile . Qui sotto una foto del Villino Borghi all’epoca poco prima della distruzione e della costruzione della Cà Brutta .

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La trasformazione a cui assiste Savinio è radicale e feroce ma lui non sembra intristito ha  solo timore che quest’appiattimento possa cancellare le tracce d’originalità storica della città, in favore di un aspetto moderno ma uniforme.

20140806_123319 mod Continuamo la nostra camminata lasciando largo Donegani e proseguiamo  ancora su via Turati, ci fermiamo all’altezza del Palazzo della Permanente, dall’altra parte della strada dove scopriamo un giardino segreto, uno dei tanti a Milano. Si tratta del giardino della ex sede Campari ora sede di una nota banca tedesca. Si tratta di una sosta  piacevola in questa mattina d’agosto e in questo cortile ombroso e silenzioso ci fermiamo per ricordare ciò che  Savinio diceva di Milano “città tutta pietra in apparenza e dura, ma morbida invece di giardini interni“. Bellissime parole, non vi pare ?

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Dopo la sosta verde  proseguiamo verso  Piazza della Repubblica dove ci attendono i grattacieli erbivori o anche rubacielo così denominati da Savinio.  L’attuale Piazza della Repubblica fu fino agli anni ’20 sede della prima Stazione Centrale (1864), poi con il nome di piazzale Fiume, fu convertita in un grande spazio erboso circondato da edifici residenziali a dieci/quindici piani, che i milanesi d’allora chiamavano grattacieli.

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Sebbene il contesto urbano di Piazza Repubblica non sia particolarmente suggestivo la lettura di Savinio riesce a caricarlo di fascino inaspettato. Oggi è uno snodo trafficato e solo ascoltando le parole dello scrittore a occhi chiusi sembra di essere trasportati in un’altra dimensione, in un’ altra epoca. Savinio ci racconta che i fortunati abitanti degli ultimi piani conducevano una vita da semidei. Accedevano agli appartamenti tramite ascensori rapidi e silenziosi. Contemplavano la città dai giardini pensili delle terrazze, degni della Babilonia di Nabuccodonosor, un pò esagerato forse..ma tinge  l’atmosfera della piazza di un’ altra sfumatura.. riesco quasi ad immaginarlo questo artista italiano di origine ma greco di nascita  innamorato della Milano degli anni ’20  in trasformazione  su uno dei grattacielli che ancora svettano sulla Piazza.

Il tour per oggi è finito ma vi racconterò la prossima passeggiata letteraria e sento sarà come salire di nuovo su una macchina del tempo!

p.s ringrazio ancora per le immagini il sito della vecchiamilano e per alcune informazioni la guida Valentino Scrima.

Ascolto il tuo cuore città : da Piazza Cavour a Via Turati – parte 1

20140806_111929 modAgosto è il mese migliore per conoscere Milano, la nostra città d’estate non si svuota più completamente e ci sono numerose iniziative per avventurarsi alla scoperta delle bellezze nascoste. Proprio l’8 agosto ho partecipato ad una visita  organizzata dalla Biblioteca Sormani e dai gruppi di lettura del Gallaratese , Sant’Ambrogio, Parco Sempione e Zara di Milano ispirata al libro “Ascolto il tuo cuore città”  (1944) di Alberto Savinio. La visita fa parte di  un percorso letterario che propone  diverse uscite per le vie della città sulle orme del romanzo saggio di Savinio con una guida appassionata e originale, Valentino Scrima. Itinerari e visite guidate sono a numero chiuso, ci si iscrive telefonando al numero 0288448037. La partecipazione è gratuita. Ma torniamo al nostro tour. Savinio fu un poliedrico artista (1891 – 1952) fratello del noto pittore Giorgio De Chirico. Camminare per le vie della nostra città leggendo i brani di questo scrittore  per me é stato come salire sulla macchina del tempo . Savinio amava spassionatamente Milano e la descrive in un periodo di trasformazione tra le due guerre.
20140806_124305 modPartiamo da Piazza Cavour da cui si diparte Via Turati che era stata  tracciata nell’immediata Unità d’Italia con il nome di via Principe Umberto, per collegare il centro urbano alla Stazione che si trovava in Piazza della Repubblica. All’epoca di Savinio era una delle strade che i visitatori percorrevano entrati a Milano. Torniamo un pò indietro nel tempo per immaginarci com’era Piazza Cavour : la piazza nasce nel 1863 , fino al 1930 passava il Naviglio sul lato di via Fatebenefratelli, c’erano molti giardini e la zona cominciò ad essere  privilegiata dalle famiglie facoltose come primo esclusivo quartiere residenziale, immerso nel verde dei giardini.
L’area  divenne così oggetto di speculazioni, rasero al suolo i palazzi dell’800 e la Chiesa di S.Bartolomeo . Qui sotto alcune immagini per  scoprire  Piazza cavour e Milano com’era  .

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L’unico palazzo che si salva dalla trasformazione è l’edificio d’angolo tra via Turati e via Manin, al 5 di Piazza Cavour. Costruito da La Pace Assicurazioni, ci sono una bella cariatide e un imponente talamome che sembrano vivere la loro relazione di lievi carezze  e gentilezza di fronte a tutti in piazza..

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Cominciamo a percorrere  Via Turati e al n. 7 della medesima all’imbocco di via Porta, Savinio ricorda, per esempio,” un signor palazzo munito di un signor giardino, proprio dove era sempre appostata una vecchia tacchettatrice «angoliera», vera passione dei brumisti milanesi”
Suggestiva in questa assolata mattina d’agosto l’immagine delle prostituite le cosidette tacchettatrici che camminando fanno risuonare il loro tacchi , l’unico segno umano  per i taxisti  immersi nella nebbia, i brumisti.

Il nostro percorso letterario prosegue lungo via Turati ove si estendeva il parco di Palazzo Melzi, edificio neoclassico. Un giardino ora scomparso. Il parco era delimitato da due casette rose basse , c’era un laghetto, un prato curatisismo e “bimbi e grossi sambernardi giocavano sul prato, dame e gentiluomini sedevano all’ombra degli alberi, in elegante merenda” ma l’ambizioso  Guido Donegani, presidente livornese della Montecatini, mise l’occhio sull’area e vi fece erigere due palazzi sedi della società.

  20140806_111419 modI due edifici entrambi sedi della Montecatini furono costruiti  a poco anni di distanza l’uno dall’altro ma sono diversissimi . Il  primo costruito nel 1926 in stile neorinascimentale  e il secondo edificio fu realizzato nel 1938 da Gio Ponti in marmo cipollino. È incredibile come ci siano solo 10 anni di differenza tra i due edifici ma  il constrasto è stridente e all’epoca Savinio ci racconta che  infuriò un appassionato dibattito.  Oggi ci risulta strano capire l’impatto che ebbe perchè siamo ormai circondati da edifici di quel genere ma per l’epoca fu qualcosa di sconcertante. Savinio era  colpito dalla novità dell’edifico dalla pareti lisce caratterizzate da finestre a filo con la parete (è il primo uso industriale dell’alluminio per i serramenti).   Definiì il palazzo  di Gio Ponti palazzo specchiante “come un cielo nuvoloso, una concrezione di pioggia, che riflette il cielo bigio di Milano e la vita frenetica delle strade” Anche se i milanesi – più concreti – hanno visto dell’altro in queste venature verdognole, ribattezzando subito l’edificio «palazz de gorgonzouela».

map 1La prima tappa del nostro percorso per oggi termina qui.. vi racconterò il seguito domani con altrettante foto, citazioni di Savinio e spunti per una passeggiata insolita a Milano!

p.s Le foto della vecchia Milano le ho gentilmente prese dal blog http://vecchiamilano.wordpress.com/ e dalla pagina Facebook  della community Milano com’era. Parte delle informazioni mi è stata data da Valentino. grazie!

 

 

Il mare a Milano, visita all’Acquario Civico

20140803_113120 modIl mare a Milano c’è.. non ci credete? lo trovate nei dintorni di Parco Sempione, più precisamente in viale Gadio 2 dove si trova l’Aquario Civico.  Davvero una bella scoperta . Vi vorrei raccontare la  “nostra” visita . Nostra perchè siamo andati con la mia piccola esploratrice A. di 17 mesi  Devo dire che A. è stata molto contenta, la visita è stata piacevole … ed io che pensavo si annoiasse!

La palazzina all’esterno è magnifica, un edicio in stile art decò del 1906 , l’unico sopravissuto all’Expo universale dell’epoca, restaurato da poco, nel 2006. La facciata è riccamente decorata con maioliche e sculture tematiche, ci accolgono un altero tritone ed un grosso simpatico ippopotamo .

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All’interno sembra di  essere  in un’altro mondo, un mondo sommerso  come sempre succede sott’acqua. L’acquario è piccolo però ben curato, i pesci nuotano nelle loro vasche ed alcuni si fermano ad osservare i visitatori. I piccoli sembrano apprezzare queste interazioni.. alla mia bimba ad esempio A. è piaciuta molto la vasca con le mante e le razze che nuotavano sopra di lei. La vasca delle mante infatti è molto carina perchè è sospesa sopra i visitatori, sembra di essere in una galleria d’acqua, è davvero suggestivo.

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A. ogni volta  che passava una razza sopra di lei emetteva gridolini di gioia e stupore,  per me è stato divertente partecipare alla sua sorpresa. Per i bimbi più grandi ci sono dei pannelli descrittivi di fianco ad ogni vasca e ad ogni spazio acquatico. Oltre ai pesci tropicali ci sono pesci tradizionali  del Mediterraneo ma  anche  creature e piante acquatiche dei laghi lombardi .

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Sono stati ricreati degli ambienti acquatici tipici della Lombardia come la risorgiva, il fontanile. Quindi ambienti di acqua tipici di Milano e della campagna lombarda. Insomma un acquario a km zero!! Se siete fortunati e incappate in una bella giornata è piacevole sostare anche all’ aperto nel giardinetto  che si trova nei dintorni dell’ Arena Civica.

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L’acquario vale la visita !

Quanto si impiega a visitarla : con piccolini al seguito un ‘oretta.

Che mezzi ho preso : Metro Lanza o Cadorna poi si attraversa il Parco Sempione a piedi, nei pressi c’è anche una postazione di BikeMi.

Info pratiche :

L’ingresso  costa 3 euro ridotto e 5 euro intero. I bimbi non pagano ovviamente.

Questa struttura è una delle strutture che aderisce alla Milano Museo Card, l’abbonamento annuale alla rete dei Musei Civici di Milano.

C’è una comoda pedana per accedere anche con carrozzine e passeggini.

Organizzano anche feste di compleanno per bimbi, potete chiedere informazioni in loco.

Hidden beauty of Milan

20140708_100107 modIn Milan there so many hidden beauties.. Have you ever walked in the city center and a lovely garden just appeared but you were so in hurry that you didn’t stop to admire it? This happened to me several times so I decide to take afternoon break and ride around city searching for the hidden beauty. Behind every old building there are always design windows, wonderful ancient doors.When I travel I used to take pictures of little details as small gates, the doors of the houses, old windows, shutters, fountains, decorative elements that enrich the buildings. The names of the streets speak and tell us about the history of the city .. so even the doors, gates and windows have something to show us .. if we listen to them. In particular Milan has a hidden beauty that needs to be discovered and revealed .

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While discussing with an old friend about real Milan identity , we agreed that several centuries of foreign dominations ( the french, the spanish and the austrians) have so impacted on Milan attitude that the Milan people are more used  to enjoy beauty in their homes and in their backyards rather than to show outside. We define it the so called ” sobriety”.

Here you’ll find some shots that I took during my urban riding, I stopped on purpose when I saw a intriguing detail that struck me .. For each photo there is a small caption. I hope you will enjoy!

Old window in Corso di Porta Vercellina , perhaps belong to an old mechanics workshop.

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We can  find a beautiful design window near  an old mechanic workshop closed for years.. not necessarily in the city center .
Maybe some superintendent understanding that if you are just curious and you do not have the slightest intention of robbing the apartments will let you go in ..this luckily happened to me .. and so i find yourself in a beautiful courtyard of an Ancient palace. .

So I guess one  this could be the gate of  Cinderella Palace with climbing roses .. very romantic, isn’ it?

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Tivoli street

In via Tivoli, near the Metro Lanza I saw his magnificent iron gate combined with wooden door and I tried to guess what’s inside .. a design shop, a representative office, a private manor.
I found just beautiful the entrance of Palazzo Bovara . It looks like the gate to get into a secret garden ..

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Palazzo Bovara decorated gate

I think this summer I ‘ll read again the book The secret garden by Frances Hodgson Burnett.
And you have you never seen in everyday life or during a travel some beautiful details ?  Where are hidden beatuties in Milan?Today let me know your hidden beauties..

Festa della lavanda a Sainte Agnes

Oggi il mio viaggio sotto casa si sposta dai confini italiani e vi racconto di un piccolo borgo francese. L’approccio è sempre quello di raccontare la bellezza sotto casa , la bellezza di una scoperta insolita e di una festa a cui non sapevamo avremo partecipato, la festa della lavanda .

Siamo a Sainte Agnes in  provincia di Nizza ma vicinissimo all’Italia.  Siamo a ben 800 metri d’altezza, il cartello del piccolo borgo  recita “il più alto villaggio costiero d’Europa.” Effetivamente siamo davvero in alto e siamo appena 10 km dal mare da Mentone e dal confine con l’Italia.
Avvicinandosi in auto, percorrendo gli ultimi tornanti si ammira questo splendido villaggio inerpicato sulle montagne francesi. Una vera sorpresa.

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La scopro in una mattinata di luglio, una giornata strana durante la quale scendono alcune gocce, sale un vento caldo e decidiamo di non scendere in spiaggia ma dedicarci alla scoperta dell’entroterra.
Arriviamo a Saint Agnes per le 11.00 , è domenica e troviamo il villaggio molto animato per via della Fete de la lavande ovvero Festa della lavanda , è infatti  18 luglio.
Questa gita l’ho fatta con la mia bella piccolina, Agata di 18 mesi. Il passeggino è d’obbligo per dolci riposini anche perchè la sora A. cammina ma è ancora piccolina , quindi ci siamo percorsi tutta la stradina acciottolata fin al villaggio con con il passeggino!!! Per poi scoprire che c’era un parcheggio anche nella parte superiore del villaggio …  Comunque io ed il papà di Agata siamo due esploratori tenaci e questa salita non ci ha demotivati.

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Una volta visitato il borgo resta il castello e il giardino. Noi li abbiamo percorsi con la nostra creatura in spalla dopo aver lasciato il passeggino piegato di fianco al negozio di simpatico indigeno che si è offerto di dargli un ‘occhiata, probabilmente il suo gatto nero si sarà addormentato sopra!
Arrivati in alto sulla cima  davvero merita la rocca e il  giardino medievale . Una vera sorpresa passeggiare tra viti, piante di lavanda, magnifici fiori zucchine che mi veniva quasi  voglia di cucinare fritti, fiori  ibisco, piante aromatichee  alberi di frutto .
Entro a dare una sbirciatina  alla Chiesina Notre dame de neiges del 1700, pareti quasi celesti e in fondo proprio nella zona del presbiterio in alto è dipinta come una bussola.
Allora io mi immagino che magari S.Agnes aveva dato i natali a dei marinai che quando erano in navigazione lontano da casa  si sognavano la loro chiesina azzurra e per questa ragione l’avevano decorata così per non perderla di vista..

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Nella piazza principale hanno allestito dei banchetti , ci sono i prodotti dei giovani agricoltori locali , notevoli i formaggi di brebis e chevre ,  vendono il pan bagnat che è una specie di panino con tonno, uovo sodo, pomodro, lattuga pepe nero e olio di oliva.  Hanno allestito poi all’ingresso del paese delle mini fornaci dove bruciano i rami di lavanda per mostrare come viene distillata. Ovviamente è tutto viola, anzi color lavanda scusate! Non resisto e prendo dei mini sacchettini con la lavanda per profumare i casetti. L’ho faceva la mia mamma e anche a me piace molto questo profumo. . mi ricorda tanto l’estate.  Infatti la raccolta della lavanda viene fatta proprio in questo periodo tra luglio e agosto.

Ma eccoci continuare la nostra promenade : due ristoranti, il municipio e casine  ben tenute , portoncini dipinti, vasetti di gerani.. e allora penso che mi piacerrebbe proprio vivere qui per la quiete , la bellezza ma sopratutto per l’ incomparabile vista sul mare.. si scorge  il Mediterraneo in tutto il suo meraviglioso blu ..

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Exploring walking in Porta Nuova new district..

A walk near Porta Nuova Garibaldi district is really striking to realize how Milan is being changed. The new urbanization project including the three districts Garibaldi Isola Varesine is really changing the Milan city aspect and not only the skyline! So I decided to explore and take photos of the new buildings. When I find myself in front of a yard I typically begin to fantasize and think about what it will be built .. a hotel, a park, a school, a swimming pool .. unfortunately often are private homes, hotels and shops rarely new schools, libraries and sports facilities. In this case, the area in question certainly become a new residential district, there is a  new and spectacular square where stands the  Unicredit tower , nearby there is a green area and above a panoramic walkway connected by streets and bridges . My exploring tour started from Palazzo della Regione Lombardia. ( Gioia stop -Metro green line )

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The Palazzo della regione is the new headquarter of Regione Lombardia, is a  spectacular skyscraper, 160 meters high. It was completed in 2010 . Aesthetically it does not look much different from other skyscrapers in other cities, the striking feature is the covered square inside. (What you see in the picture with all the flags), is  very useful, because it offers shelter to the bike racks, there are also several coffe and shop and a nursery .. a kind of square.

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At the top was placed a copy of the Madonna statue from Duomo. In Milan traditionally when the building is higher than the Duomo you must put a statue similar to Madonna statue above the Duomo!

On the upper floors they organized guided tours of the skyscraper, it would be wonderful to be able to climb once!
I cross the street and I go into a beautiful garden where little red roses grow and in the background stand the Porta Nuova beautiful skyscrapers. Nice contrast the height of new grey buildings with small plants of the secret garden. I decide to go in. Nothing has been planned and it’s just a discover.. moreover this is the spirit of this blog ..travel adventure near home! In a few seconds I understand is a beautiful garden, but not secret .. manicured lawns, a path of stones, hedges and rose gardens and a historical building. The building is the headquarters of the Foundation Riccardo Catella.

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They kept this historic building within a project so innovative and conceive of it as a space of conviviality and meeting with the restaurant, an exhibition space, a bowling club and a new children’s play area. New and old meet: a far-sighted decision .

Outside the garden of Fondazione Catella i found myself  right near the Boeri  Bosco verticale which recently was selected by an international Jury for the prestigious international architecture award Highrise Award 2014.

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The Bosco verticale is really impressive, trees are like suspended. I believe there is a special watering system independent from housing. Who knows how much water will be used? They will certainly designed an eco-system for harvesting rainwater .. I will always be a thousand questions in the face of such innovative projects. Plants seem one with the building, the skyscraper seems to breathe .. like a giant tree or nest .. 🙂
I take a path that lead me finally in Gae Aulenti sqaure. Here I am finally to look at the site, particularly the part that has yet to be completed …

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The square is already opened and is very much alive, there are several resto, shops ,offices, including Unicredit headquarters in the highest skyscraper. While I head to Corso Como I get lost in my thoughts .. it is amazing to think as through the talent and genius of man will be realized projects that change the lives of people and city. Part of the city sheds its skin and history, and this is a typical features characterizes Milan .. here there is no fear of change. Several urbanists, sociologists ,anthropologists predicted in the next 20 years that the world’s population will leave in the cities leaving countryside. We will know that they call the regiona lcities..so current cities must change, city have to become smart . Planners therefore always speak of smart city, that are characterized by shared public spaces, a wide range of transport fast capillary , a compatible use of resources with great attention to lighting and heating, and especially the application of new technologies to share and offer services to the community. Have you ever visited a smart city? For now I’am sure that Porta Nuova district looks quite smart! P,s I ‘ll come back when the project is completed to tell you if the area is really smart

How to reach the district

You can reach Piazza Gaeu Aulenti, the Bosco verticale and the Foundation Riccardo Catella by  lilla and green lines stop Garibaldi or Gioia Metro.

How to reach the Garden fondazione Riccardo Catella

The garden can be accessed both from an entrance in Via De Castillia, 28 and one in Largo de Benedetti, adjacent to Via Melchiorre Gioia.

The garden is open to the public:

from 08:00 to 20:00 from April to September

from 09:00 to 18:00 from October to March

 

La bellezza nascosta di Milano …

20140708_100107 modQuando viaggio mi piace fotografare i dettagli delle città che visito .. come  i  cancelli, le porte delle case, le finestre , le persiane, le fontane. Si tratta di particolari significativi, elementi decorativi che arricchiscono gli edifici . Dettagli che però compongono e contribuiscono a formare l’aspetto della città che visitiamo.
I nomi delle vie parlano e ci raccontano la storia della città, così anche le porte, i cancelli e le finestre hanno qualcosa da svelarci .. se sappiamo ascoltarli.
In particolar modo Milano ha una bellezza schiva che va scoperta e svelata e per chi vuole ascoltarla va raccontata.
Un ‘amica parlando di Milano mi aveva raccontato questo che mi ricorderò per sempre : ” ..è nel 1600 sotto i francesi che si cominciano a delineare alcune delle  caratteristiche dell’identità milanese come la sobrietà e la riservatezza . Milano è davvero bella, preziosa ma i suoi gioielli ma non li mostra subito, non li svela. Dopo secoli e secoli di dominazione straniera i milanesi hanno imparato a non mostrare ma a godersi la bellezza nelle proprie case e nei propri cortili.” Questo mi ha fatto riflettere sull’identità milanese. Le parole della mia amica possono valere per spiegare alcuni aspetti della nostra storia perchè se ci pensiamo bene la pazza Milano degli anni ’80 che ostentava ricchezza e opulenza non aveva niente a che vedere con la riservatezza . Ma cosa è rimasto oggi di questa bella Milano che non vuole mostrarsi e non vuole farsi vedere? Milano oggi è  la città più  internazionale d’Italia popolata da italiani e non solo  ..ma chi sono oggi i milanesi ? e sopratutto  i milanesi sono più riservati di altri? magari un certo tipo di milanesi ? Voi avete mai vissuto a Milano, cosa ne pensate?  Sono curiosa delle vostre opinioni..

Ritornando alla mia passeggiata alla ricerca della bellezza nascosta a chi non è mai capitato di camminare nel centro, scorgere un giardino incantevole e poi per pigrizia o per poco tempo non  tornare indietro ad ammirarlo? ecco io questa volta sono andata proprio in cerca della bellezza nascosta. Vi consiglio di farlo anche a voi è un ‘esperienza insolita. Magari  qualche portiere se intuisce che siete semplici curiosi e non avete la minima intenzione di svaligiare gli appartamenti chiude un occhio , vi fa entrare come è successo a me..e vi trovate come per magia  in un bellissimo cortile di un antico palazzo.

Spesso comunque alcune bellezze nascoste le troviamo sotto i nostri occhi, in una vecchia carrozzeria chiusa da anni o  vicino ad un cavalcavia della stazione ..non per forza in giardini nascosti del  centro .Dietro ogni palazzo e giardino ci sono sempre porte e finestre . Qui troverete alcuni scatti che ho realizzato in bici , fermandomi apposta quando scorgevo un dettaglio, un particolare che mi colpiva.

La prima immagine l’ho scattata di fronte ad un cavalcavia vicino alle Nord  ( come viene anche chiamata  la stazione Cadorna) , la sec0nda in una via del centro vicino al Castello Sforzesco .

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Nella prima immagine  finestra in zona Foro Bonaparte, deliziose le decorazioni.. quasi un ricamo. La seconda finstra invece si trova in Corso di Porta Vercellina ed era di un ex carrozzeria.

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Così immagino il cancello del palazzo di Cenerentola.. con rose rampicanti di ferro ..molto romantico , non è vero? manca la carrozza.. peccato per la macchina parcheggiata.

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In via Tivoli, vicino alla fermata della metro Lanza scorgo questo magnifico portale e cancello e mi immagino che cosa c’è dentro.. un negozio di design, un ufficio di rappresentanza, uno studio di architetti..ecco il contrasto del legno chiaro con la cancellata scura..

Invece poco più sotto  trovate  è il bellissimo cancello del giardino di Palazzo Bovara.. sembra proprio il cancello per entrare in un giardino segreto..

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Credo che quest’estate mi rileggerò il libro del giardino segreto..

E la vostra Milano nascosta invece com’è?