Ascolto il tuo cuore città : da via Turati a Piazza della Repubblica -parte 2

20140806_111958 modIl nostro tour letterario continua in compagnia dei brani di Savinio, di fronte al palazzo di Giò Ponti  in Largo Donegani . Ci soffermiamo davanti alla fontana realizzata anch’essa da Giò Ponti in marmo bardiglio (dallo spagnolo bardillo, grigio). La fontana è stata restaurata nel 1992 , per la simpatica forma venne chiamata dai milanesi anche tazzinetta, non so se viene chiamata così  tutt’oggi, certo che assomiglia proprio ad una tazzina di caffè. Dall’altra parte della piazza si erge invece un edificio un pò particolare per i diversi stili che lo caratterizzano, è la famosa Cà Brutta costruita nel 1919 . Ma perchè venne chiamata Cà brutta? A me non sembra così brutta! In verità  bisogna capire che all’epoca quando venne costruita  venne raso al suolo il Villino Borghi con i  giardinetti. Il divario tra il prima ed il dopo fu probabilmente un trauma! L’edifico a blocco unico  fu progettato da Barelli e Muzio  ed era concepito ad uso residenziale. Muzio  in verità intervenne successivamente in particolare sulle decorazioni che rivestono la massa edilizia. Non era solo una trasformazione  estetica ma era anche un cambiamento di mentalità : si passava dalle villette unifamiliari ai condominii. Come dice  Savinio si passa  dal superfluo all’utile . Qui sotto una foto del Villino Borghi all’epoca poco prima della distruzione e della costruzione della Cà Brutta .

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La trasformazione a cui assiste Savinio è radicale e feroce ma lui non sembra intristito ha  solo timore che quest’appiattimento possa cancellare le tracce d’originalità storica della città, in favore di un aspetto moderno ma uniforme.

20140806_123319 mod Continuamo la nostra camminata lasciando largo Donegani e proseguiamo  ancora su via Turati, ci fermiamo all’altezza del Palazzo della Permanente, dall’altra parte della strada dove scopriamo un giardino segreto, uno dei tanti a Milano. Si tratta del giardino della ex sede Campari ora sede di una nota banca tedesca. Si tratta di una sosta  piacevola in questa mattina d’agosto e in questo cortile ombroso e silenzioso ci fermiamo per ricordare ciò che  Savinio diceva di Milano “città tutta pietra in apparenza e dura, ma morbida invece di giardini interni“. Bellissime parole, non vi pare ?

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Dopo la sosta verde  proseguiamo verso  Piazza della Repubblica dove ci attendono i grattacieli erbivori o anche rubacielo così denominati da Savinio.  L’attuale Piazza della Repubblica fu fino agli anni ’20 sede della prima Stazione Centrale (1864), poi con il nome di piazzale Fiume, fu convertita in un grande spazio erboso circondato da edifici residenziali a dieci/quindici piani, che i milanesi d’allora chiamavano grattacieli.

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Sebbene il contesto urbano di Piazza Repubblica non sia particolarmente suggestivo la lettura di Savinio riesce a caricarlo di fascino inaspettato. Oggi è uno snodo trafficato e solo ascoltando le parole dello scrittore a occhi chiusi sembra di essere trasportati in un’altra dimensione, in un’ altra epoca. Savinio ci racconta che i fortunati abitanti degli ultimi piani conducevano una vita da semidei. Accedevano agli appartamenti tramite ascensori rapidi e silenziosi. Contemplavano la città dai giardini pensili delle terrazze, degni della Babilonia di Nabuccodonosor, un pò esagerato forse..ma tinge  l’atmosfera della piazza di un’ altra sfumatura.. riesco quasi ad immaginarlo questo artista italiano di origine ma greco di nascita  innamorato della Milano degli anni ’20  in trasformazione  su uno dei grattacielli che ancora svettano sulla Piazza.

Il tour per oggi è finito ma vi racconterò la prossima passeggiata letteraria e sento sarà come salire di nuovo su una macchina del tempo!

p.s ringrazio ancora per le immagini il sito della vecchiamilano e per alcune informazioni la guida Valentino Scrima.

Ascolto il tuo cuore città : da Piazza Cavour a Via Turati – parte 1

20140806_111929 modAgosto è il mese migliore per conoscere Milano, la nostra città d’estate non si svuota più completamente e ci sono numerose iniziative per avventurarsi alla scoperta delle bellezze nascoste. Proprio l’8 agosto ho partecipato ad una visita  organizzata dalla Biblioteca Sormani e dai gruppi di lettura del Gallaratese , Sant’Ambrogio, Parco Sempione e Zara di Milano ispirata al libro “Ascolto il tuo cuore città”  (1944) di Alberto Savinio. La visita fa parte di  un percorso letterario che propone  diverse uscite per le vie della città sulle orme del romanzo saggio di Savinio con una guida appassionata e originale, Valentino Scrima. Itinerari e visite guidate sono a numero chiuso, ci si iscrive telefonando al numero 0288448037. La partecipazione è gratuita. Ma torniamo al nostro tour. Savinio fu un poliedrico artista (1891 – 1952) fratello del noto pittore Giorgio De Chirico. Camminare per le vie della nostra città leggendo i brani di questo scrittore  per me é stato come salire sulla macchina del tempo . Savinio amava spassionatamente Milano e la descrive in un periodo di trasformazione tra le due guerre.
20140806_124305 modPartiamo da Piazza Cavour da cui si diparte Via Turati che era stata  tracciata nell’immediata Unità d’Italia con il nome di via Principe Umberto, per collegare il centro urbano alla Stazione che si trovava in Piazza della Repubblica. All’epoca di Savinio era una delle strade che i visitatori percorrevano entrati a Milano. Torniamo un pò indietro nel tempo per immaginarci com’era Piazza Cavour : la piazza nasce nel 1863 , fino al 1930 passava il Naviglio sul lato di via Fatebenefratelli, c’erano molti giardini e la zona cominciò ad essere  privilegiata dalle famiglie facoltose come primo esclusivo quartiere residenziale, immerso nel verde dei giardini.
L’area  divenne così oggetto di speculazioni, rasero al suolo i palazzi dell’800 e la Chiesa di S.Bartolomeo . Qui sotto alcune immagini per  scoprire  Piazza cavour e Milano com’era  .

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L’unico palazzo che si salva dalla trasformazione è l’edificio d’angolo tra via Turati e via Manin, al 5 di Piazza Cavour. Costruito da La Pace Assicurazioni, ci sono una bella cariatide e un imponente talamome che sembrano vivere la loro relazione di lievi carezze  e gentilezza di fronte a tutti in piazza..

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Cominciamo a percorrere  Via Turati e al n. 7 della medesima all’imbocco di via Porta, Savinio ricorda, per esempio,” un signor palazzo munito di un signor giardino, proprio dove era sempre appostata una vecchia tacchettatrice «angoliera», vera passione dei brumisti milanesi”
Suggestiva in questa assolata mattina d’agosto l’immagine delle prostituite le cosidette tacchettatrici che camminando fanno risuonare il loro tacchi , l’unico segno umano  per i taxisti  immersi nella nebbia, i brumisti.

Il nostro percorso letterario prosegue lungo via Turati ove si estendeva il parco di Palazzo Melzi, edificio neoclassico. Un giardino ora scomparso. Il parco era delimitato da due casette rose basse , c’era un laghetto, un prato curatisismo e “bimbi e grossi sambernardi giocavano sul prato, dame e gentiluomini sedevano all’ombra degli alberi, in elegante merenda” ma l’ambizioso  Guido Donegani, presidente livornese della Montecatini, mise l’occhio sull’area e vi fece erigere due palazzi sedi della società.

  20140806_111419 modI due edifici entrambi sedi della Montecatini furono costruiti  a poco anni di distanza l’uno dall’altro ma sono diversissimi . Il  primo costruito nel 1926 in stile neorinascimentale  e il secondo edificio fu realizzato nel 1938 da Gio Ponti in marmo cipollino. È incredibile come ci siano solo 10 anni di differenza tra i due edifici ma  il constrasto è stridente e all’epoca Savinio ci racconta che  infuriò un appassionato dibattito.  Oggi ci risulta strano capire l’impatto che ebbe perchè siamo ormai circondati da edifici di quel genere ma per l’epoca fu qualcosa di sconcertante. Savinio era  colpito dalla novità dell’edifico dalla pareti lisce caratterizzate da finestre a filo con la parete (è il primo uso industriale dell’alluminio per i serramenti).   Definiì il palazzo  di Gio Ponti palazzo specchiante “come un cielo nuvoloso, una concrezione di pioggia, che riflette il cielo bigio di Milano e la vita frenetica delle strade” Anche se i milanesi – più concreti – hanno visto dell’altro in queste venature verdognole, ribattezzando subito l’edificio «palazz de gorgonzouela».

map 1La prima tappa del nostro percorso per oggi termina qui.. vi racconterò il seguito domani con altrettante foto, citazioni di Savinio e spunti per una passeggiata insolita a Milano!

p.s Le foto della vecchia Milano le ho gentilmente prese dal blog http://vecchiamilano.wordpress.com/ e dalla pagina Facebook  della community Milano com’era. Parte delle informazioni mi è stata data da Valentino. grazie!

 

 

La bellezza nascosta di Milano …

20140708_100107 modQuando viaggio mi piace fotografare i dettagli delle città che visito .. come  i  cancelli, le porte delle case, le finestre , le persiane, le fontane. Si tratta di particolari significativi, elementi decorativi che arricchiscono gli edifici . Dettagli che però compongono e contribuiscono a formare l’aspetto della città che visitiamo.
I nomi delle vie parlano e ci raccontano la storia della città, così anche le porte, i cancelli e le finestre hanno qualcosa da svelarci .. se sappiamo ascoltarli.
In particolar modo Milano ha una bellezza schiva che va scoperta e svelata e per chi vuole ascoltarla va raccontata.
Un ‘amica parlando di Milano mi aveva raccontato questo che mi ricorderò per sempre : ” ..è nel 1600 sotto i francesi che si cominciano a delineare alcune delle  caratteristiche dell’identità milanese come la sobrietà e la riservatezza . Milano è davvero bella, preziosa ma i suoi gioielli ma non li mostra subito, non li svela. Dopo secoli e secoli di dominazione straniera i milanesi hanno imparato a non mostrare ma a godersi la bellezza nelle proprie case e nei propri cortili.” Questo mi ha fatto riflettere sull’identità milanese. Le parole della mia amica possono valere per spiegare alcuni aspetti della nostra storia perchè se ci pensiamo bene la pazza Milano degli anni ’80 che ostentava ricchezza e opulenza non aveva niente a che vedere con la riservatezza . Ma cosa è rimasto oggi di questa bella Milano che non vuole mostrarsi e non vuole farsi vedere? Milano oggi è  la città più  internazionale d’Italia popolata da italiani e non solo  ..ma chi sono oggi i milanesi ? e sopratutto  i milanesi sono più riservati di altri? magari un certo tipo di milanesi ? Voi avete mai vissuto a Milano, cosa ne pensate?  Sono curiosa delle vostre opinioni..

Ritornando alla mia passeggiata alla ricerca della bellezza nascosta a chi non è mai capitato di camminare nel centro, scorgere un giardino incantevole e poi per pigrizia o per poco tempo non  tornare indietro ad ammirarlo? ecco io questa volta sono andata proprio in cerca della bellezza nascosta. Vi consiglio di farlo anche a voi è un ‘esperienza insolita. Magari  qualche portiere se intuisce che siete semplici curiosi e non avete la minima intenzione di svaligiare gli appartamenti chiude un occhio , vi fa entrare come è successo a me..e vi trovate come per magia  in un bellissimo cortile di un antico palazzo.

Spesso comunque alcune bellezze nascoste le troviamo sotto i nostri occhi, in una vecchia carrozzeria chiusa da anni o  vicino ad un cavalcavia della stazione ..non per forza in giardini nascosti del  centro .Dietro ogni palazzo e giardino ci sono sempre porte e finestre . Qui troverete alcuni scatti che ho realizzato in bici , fermandomi apposta quando scorgevo un dettaglio, un particolare che mi colpiva.

La prima immagine l’ho scattata di fronte ad un cavalcavia vicino alle Nord  ( come viene anche chiamata  la stazione Cadorna) , la sec0nda in una via del centro vicino al Castello Sforzesco .

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Nella prima immagine  finestra in zona Foro Bonaparte, deliziose le decorazioni.. quasi un ricamo. La seconda finstra invece si trova in Corso di Porta Vercellina ed era di un ex carrozzeria.

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Così immagino il cancello del palazzo di Cenerentola.. con rose rampicanti di ferro ..molto romantico , non è vero? manca la carrozza.. peccato per la macchina parcheggiata.

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In via Tivoli, vicino alla fermata della metro Lanza scorgo questo magnifico portale e cancello e mi immagino che cosa c’è dentro.. un negozio di design, un ufficio di rappresentanza, uno studio di architetti..ecco il contrasto del legno chiaro con la cancellata scura..

Invece poco più sotto  trovate  è il bellissimo cancello del giardino di Palazzo Bovara.. sembra proprio il cancello per entrare in un giardino segreto..

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Credo che quest’estate mi rileggerò il libro del giardino segreto..

E la vostra Milano nascosta invece com’è?

A Porta Nuova grattacieli che respirano ed un giardino segreto …

Una passeggiata a piedi tra i cantieri di Porta Nuova -Garibaldi è davvero suggestiva per rendersi conto di come si sta trasformando Milano.Il progetto di riqualificazione che comprende i tre quartieri Garibaldi , Isola e Varesine sta davvero cambiando volto alla città di Milano e non solo la skyline! Così ho deciso di avventurarmi e documentare le nuove costruzioni . Non so voi ma quando mi capita di trovarmi di fronte ad un campo spianato e ad  una gru in genere comincio a fantasticare e penso a cosa sorgerà.. un albergo, un parcheggio, una scuola, una piscina..purtroppo spesso sono abitazioni private, hotel e negozi raramente nuove scuole , biblioteche e  impianti sportivi . In questo caso l’area in questione diventerà certo un nuovo quartiere residenziale , ma  oltre alla nuova e scenografica piazza dove si affaccia la torre dell’ Unicredit è prevista una area verde e  sopratutto un percorso pedonale collegato da camminamenti e ponti.. una sporta di lunga passeggiata urbana. Ora i lavori non sono ancora ultimati quindi per iniziare il mio percorso ho preso la linea verde della metropolitana e sono scesa alla fermata  Gioia direzione Palazzo della Regione Lombardia.

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Grattacielo spettacolare, alto 160 metri , è stato ultimato nel 2010 e poi hanno proseguito  i lavori di riqualificazione dell’area. Esteticamente non sembra molto differente da altri grattacieli in altre città, l’aspetto che colpisce è la piazza coperta all’interno . ( quella che nella foto vedete con tutte le bandierine), molto utile, perchè offre riparo alle rastrelliere delle bici, ci sono poi  diversi bar e vetrine.. una specie di piazza.

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In cima è stata posta una copia della Madonnina del Duomo come d’usanza a Milano quando si costruiscono edifici  più alti del Duomo.Vengono anche organizzate delle visite guidate al grattacielo ai piani più alti , sarebbe stupendo riuscire a salire una volta! Attraverso la strada ed entro in un bel giardino pubblico dove crescono rose piccole e bellissime sullo sfondo si stagliano i grattacieli di Porta Nuova.Un bel contrasto l’altezza delle nuove costruzioni con le piccole piante del giardino segreto che ho appena trovato.Entro, niente è stato programmato e sono proprio alla scoperta.. d’altronde questo è lo spirito di questo blog.. l’avventura sotto casa ! In pochi secondi capisco di trovarmi in un bel giardino, ma non segreto .. prati curati, un sentiero di  sassolini, siepi e roseti ed un ‘edificio storico ristrutturato.Scopro ben presto che l’edificio è la sede della Fondazione  Riccardo Catella , entro e riesco a fotografare  alcuni dei plastici della Porta Nuova  che verrà.. chissà se sarà così bella come si vede dal plastico ..Mi sono sempre piaciuti i modellini ..

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La trovo  una decisione lungimirante  quella di aver mantenuto questo edificio storico all’interno di un progetto così innovativo e di averlo concepirlo come spazio di convivialità e  ritrovo  con il ristorante, uno spazio per mostre , una bocciofila  e una nuova area giochi per bambini. Nuovo e vecchio si incontrano.

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Mi trovo così ad uscire su via Castilia , proprio nei pressi del grattacielo Bosco verticale di Boeri che da poco è stato selezionato da una giuria internazionale per il prestigioso premio di architettura international Highrise Award 2014.

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Il Bosco verticale è davvero impressionate, gli alberi sembrano come sospesi. Credo che ci sia un sistema particolare di innaffiamento indipendente dalle abitazioni. Chissà quanta acqua verrà utilizzata? Avranno di certo concepito un sistema eco-compatibile per recuperare l’acqua piovana .. mi vengono sempre mille domande di fronte a progetti di questo tipo.Comunque le piante mi sembrano  tutt’uno con l’edificio, il  grattacielo sembra quasi respirare.. come un gigantesco albero o nido ..:) gli abitanti per ora non li vedo .Mi allontano da Via Castilio prendo un camminamento rialzato che mi porta finalmente in Piazza Gae Aulenti.  Eccomi allora  curiosare e guardare il cantiere  , in particolare la  parte che deve essere ancora ultimata…

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La piazza che invece hanno già inaugurato  è molto viva , ci sono  bar , negozi e alcuni uffici , tra cui la sede dell’Unicredit, nel grattacielo più alto.Mi dirigo verso Corso Como e intanto  mi perdo nei  miei pensieri .. è incredibile pensare come attraverso il  talento e il genio  umano  si realizzino dei progetti che cambiano la vita delle persone e delle città.Un tempo qui  c’era un’ area differente ora sorgono palazzi, parchi, giardini e verrano a lavorare e a vivere tante persone.Ecco un pezzo di città che cambia pelle e storia, ed è proprio quest’aspetto che caratterizza Milano ..qui non c’è  timore di cambiare, rinnovare e puntare sul nuovo .. Ora  alcuni antropologi sociologi e urbanistiche hanno previsto che  le città diventerranno il principale luogo dove risiederà la popolazione mondiale .. magari sbagliano ma se è così le città attuali devono cambiare.Le città per offrire  possibilità di vita e lavoro a così tanti abitanti dovranno diventare smart, ovvero intelligenti. Sempre gli urbanisti  parlano quindi di  smart city , città intelligenti  caratterizzate da spazi pubblici da condividere, una ricca offerta  di trasporti veloce  e capillare e di tipologia differente, un uso compatibile delle risorse con grande attenzione a illuminazione e riscaldamento  e sopratutto l’applicazione delle nuove  tecnologie per condividere infromazioni e offrire servizi alla comunità. Dove sarà mai una città così? Per ora io mi accontento del nuovo quartiere di Porta nuova che sembra abbastanza  smart!!p.s tornerò da queste parti quando ultimeranno i cantieri e vi racconterò e fotograferò l’area!

INFORMAZIONI mezzi

Si può raggiungere Piazza Gaeu Aulenti , il Bosco verticale e la Fondazione riccardo catella anche con la nuova linea  lillà e la linea verde  fermata Garibaldi Isola  oppure Gioia .

GIARDINO VIA CASTILIA -FONDAZIONE RICCARDO CATELLA

Al giardino si può accedere sia da un ingresso in Via De Castillia , 28 che da uno in Largo de Benedetti, adiacente a via Melchiorre Gioia.

Il giardino è aperto al pubblico:

dalle ore 08:00 alle ore 20:00 da aprile a settembre

dalle ore 09:00 alle ore 18:00 da ottobre a marzo

Una passeggiata al Monumentale

Una passeggiata al Monumentale non rientra nelle visite turistiche classiche, ma considerato che  il “mio” viaggio sotto casa è anche alla scoperta di luoghi insoliti e poco conosciuti vorrei raccontarvi la mia passeggiata all’interno del Cimitero Monumentale .. che è davvero un museo a cielo aperto per la ricchezza di opere e dettagli artistici e architettonici .
Innanzitutto alcuni numeri:  il Monumentale fu costruito su iniziativa del Comune di Milano per rispondere alle nuove esigenze e unificare i campi santi esistenti.

Nel 1866 l’architetto Carlo Maciachini vinse il concorso indetto dal Comune e  i lavori  vennero conclusi nel 1888.
Il cimitero dei milanesi si sviluppa su un’area di circa 250 mila metri quadri di quiete, verde e silenzio . Si compone di tre parti, la parte dedicata ai cattolici, quella riservata agli israelitici e poi quella per agli acattolici. Per la costruzione del complesso vennero utilizzati per la maggior parte materiali provenienti dalla Lombardia, come il granito di Baveno, il marmo di Ornavassa, la pietra di Angera e il botticino . (*)

Salendo l’imponente scalinata si raggiunge il Famedio o anche  Tempio della fama dove vengono sepolti i milanesi famosi , qui  c’è la tomba di Alessandro Manzoni, ma sono sepolti anche Filippo Marinetti, il pittore Hayez , recentemente riposano qui anche  il designer Bob Noorda, Giorgio Gaber, Jannacci, il fotografo Gabriele Basilico.

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L’edificio a  pianta poligonale è in stile neogotico medievale .

Alle paretitarghe dei milanesi illustri che hanno contributo alla crescita culturale  economica e spirituale della città di Milano .

Affacciandosi alla balconata del Famedio nella parte inferiore c’è un Emiciclo da cui inizia una grande viale che porta all’Ossario centrale.  In fondo c’è il Tempio crematorio . Si può passeggiare nei viali perdendosi nel silenzio, lontano dal rumore del traffico e ammirare passeggiando alcune delle magnifiche tombe sopratutto perché alcune sono delle vere opere d’arte .

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Per i primi trent’anni il Monumentale fu il cimitero di tutti i milanesi, poi alla fine dello secolo scorso diventò un cimitero per pochi perché le concessioni erano costose. Molte edicole e tombe di famiglia venivano commissionate agli artisti e scultori dell’epoca , tra cui Medardo Rosso , Lucio Fontana, Enrico Butti, Ernesto Bazzaro, Francesco Barzaghi. Per questo il Monumentale è un vero e proprio museo a cielo aperto e rappresenta la più ampia raccolta di opere scultoree di ecclettismo lombardo .
Se si percorrono i grandi viali si possono quasi individuare dei percorsi tematici, la musica, l’industria, la politica, le donne. Ho scelto di evidenziare le tombe che più mi hanno colpito per le scelte arstitiche.
Edicola Bonelli : ecco  tra le fronde due angeli che si sfiorano con un bacio

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Tomba della  famiglia Toscanini (scultore Leonardo Bistolfi 1909) bianca e dalle forme auliche

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Poco prima dell’edicola Bonelli mi soffermo sulla Tomba di Teresa Butti,moglie dello scultore comasco Ernesto Butti.

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Direste mai che è una scultura ? a me sembra quasi un dipinto  tanto i  chiostri di Pavia  qui rappresentati sono resi in maniera superba, enfatizzando  l’effetto  tridimensionale .

 

 

Tomba Vogel : una piramide e la porta decorata con motivi floreali tipicamente liberty.

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Alcune delle tombe  più antiche  vengono  gestite dall’Associazione Amici del monumentale che si occupa di  valorizzare e proteggere il complesso del monumentale e promuovere la conoscenza di questo  luogo così particolare.

Prima di uscire un ‘ultima visita alla parte inferiore del Famedio per salutare  Jannacci  e vedere poi  altre tombe di milanesi d’adozione , tra cui il Sindaco Aniasi, alcuni nomi  che hanno fatto la storia dello sport: Candido Cannavò, Giuseppe Meazza, Giancarlo Vigorelli..e proprio qui in questo luogo di silenzio e immobilità scopro chi è stato l’ideatore della Stramilano, la competizione di corsa più amata e conosciuta a Milano, Renato Cepparo, onore a lui ..

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Qui trovate le informazioni sugli orari di apertura del Cimitero Monumentale e su come raggiungerlo.

Piazzale Cimitero Monumentale
Ingresso libero

Come arrivare
Autobus: 37 (fermata Monumentale), 94 (fermata P.ta Volta)
Tram: 2, 4, 33 (fermata Farini), 12 e 14 (fermata Bramante)
Metropolitana: M2, M5 (fermata Garibaldi)
Stazione Ferroviaria: F.S. Garibaldi

Consigliano l’utilizzo dei mezzi pubblici, causa scarsità parcheggi all’esterno del Monumentale per cantiere linea metropolitana M5.

Apertura e orari
Da martedì a domenica:
– dalle ore 8.00 alle 18.00
– entrata consentita fino a 30 minuti prima della chiusura
– chiuso i lunedì non festivi

 *Ho trovato informazioni sulle  pietre con cui sono state costruite le edicole e parte del complesso del Monumentale su questo prezioso sito , le pietre impiegate nell’architettura milanese e lombarda ve lo consiglio se volete soddisfare qualche curiosità.

Viaggio sotto casa …

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Campi in fiore a Bosco in città / Bosco in città wild flowers

Viaggiare mi è sempre piaciuto, prendere l’aereo, salire sul treno , prendere un traghetto sia per brevi viaggi che per lunghe traversate.
L’emozione di preparare un viaggio comprando delle guide documentandosi sugli itinerari da fare, pensare a mille soluzioni pratiche, leggere romanzi ambientati nel luogo che andremo a visitare e poi la preparazione delle valigie: “ Farà freddo, farà caldo? ..Una gonna in più può sempre servire ( e poi clamorosamente sarà la gonna che userai per tutta la vacanza ) oppure il ragionamento opposto ” Lascio la valigia mezza vuota così compro qualcosa di carino là”. Questa seconda opzione lo confesso l’ho praticata poco, al massimo torno con una valigia in più ma per me la valigia è come una piccola casetta, il guscio della lumachina, deve essere grande e spaziosa. Poi addormentarsi la sera prima con lo zaino di fianco al letto che a mala pena fa fatica a chiudersi pensando “ Riuscirò mai a sollevarlo o non avrò portato troppe cose” ( quasi sicuro).
Quando si sente che l’aereo si stacca dalla terra e siamo in aria ho la sensazione di lasciarmi una parte di me alle spalle, la quotidianità, la fatica della routine, le piccole preoccupazioni .. partire per un viaggio ma partire anche per un ‘altra vita.

Ogni volta che si atterra in un paese, si scende in una stazione amo sentire il profumo del luogo in quel momento.
A volte l’odore delle brioche, altre volte il vento caldo di una località di mare, altri momenti un ‘aria umida e fredda e tutto attorno buio.. comunque il luogo di arrivo è sempre diverso da quello di partenza e così anche noi al ritorno siamo differenti.
I viaggi mi hanno cambiato, mi hanno fatto crescere e a volte mi mancano..
Mi manca quella sensazione di adrenalina, di arrivare in un posto sconosciuto e scoprire per la prima volta con i miei occhi  e con le mie gambe una terra nuova.
In questo momento della vita infatti per una serie di ragioni non mi capita spesso di viaggiare in luoghi lontani come prima ma ho invece l’opportunità di conoscere meglio la mia città , Milano  la regione dove sono cresciuta, la Lombardia ed il meraviglioso paese dove sono nata l’Italia .
Così ho pensato che sarebbe stato interessante tenere una specie di diario del mio viaggio sotto casa.. Questo diario parlerà molto di Milano, ma anche della Lombardia e dell’Italia.

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Scorcio di Galleria Vittorio Emanuele

Le foto che troverete sono tutte scattate  nei miei vagabondaggi per la città, in inverno, durante l’estate e la primavera.
Devo ammettere che poco prima di varcare la soglia di una chiesa mai visitata o di avventurarmi in un quartiere sconosciuto della mia città ora provo la stessa sensazione di adrenalina di quando partivo per un viaggio lontano.
Ad esempio per un certo periodo della mia vita passavo tutti i giorni davanti alla Chiesa di S.Vittore al Corpo in Via S.Vittore ma non ero mai entrata. Fino all’ altra settimana quando mi sono decisa di varcare la soglia dell’edificio ed è stato come salire su un aereo e partire per un altro pianeta.. Stucchi, sfarzo, niente di quello che mi ero immaginata, sopratutto per la facciata esterna, tutta candida e inamidata, quasi minimal direi.
Spesso camminiamo nella nostra città per le nostre incombenze e attività quotidiane e camminiamo veloci come se fosse all’interno di uno scenario, un palcoscenico di cartone, a volte non stacchiamo gli occhi dal cellulare a testa bassa persi nelle nostre questioni personali, poi non incrociamo gli sguardi degli altri passanti e figurati se vediamo i dettagli che invece sono essenziali anche nelle piccole cose di tutti giorni possono stupire arricchire e far sognare.
Amo molto come scrive Philippe Delerme in” Una sorsata di birra  e altri piccoli piaceri della vita”.. sull’elogio delle piccole cose.

Gioire di fronte ad  muro di gelsomini  in fiore  sotto casa, restare affascinati dal cielo limpido e azzuro di una giornata novembrina, perdersi nei mille colori delle foglie d’autunno. Sono dettagli, piccoli ma possono fare la felicità di un istante.
In questo viaggio sotto casa vorrei condividere con voi la capacità di stupore e l’importanza di mantenersi curiosi per la bellezza che ci circonda tutti i giorni anche sotto casa.
E allora Buon Viaggio sotto casa!